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Allarme forasacchi: un pericolo insidioso per i nostri cani

13/06/2019

Il nome FORASACCO, con cui si indicano comunemente varie Graminaceae, infestanti o foraggere molto diffuse, come Hordeum murinum, Bromus hordaceum e Bromus sterilis, deriva dal fatto che le spighe di queste piante attraversavano facilmente il tessuto dei sacchi in cui venivano raccolte. I forasacchi sono dunque spighe di piante erbacee con lunghe reste ruvide, di lunghezza variabile dai 4 agli 8 centimetri che, con l’arrivo della stagione calda, tendono a seccarsi e cadere sul terreno diffondendosi praticamente ovunque, per cui si possono incontrare nei parchi, nei giardini, in campagna e anche negli spazi urbani; dato che ogni pianta può rilasciare centinaia di spighe la loro bonifica è pressoché impossibile.

 

QUALI ZONE POSSONO ESSERE COLPITE DAI FORASACCHI? COME SI RICONOSCONO? MA SOPRATTUTTO, COME SI POSSONO RIMUOVERE?

 Questi corpi estranei vegetali possono rappresentare un serio problema per i nostri amici animali in quanto, con la loro caratteristica forma a “V”, una volta in contatto con la cute del cane, possono facilmente progredire in avanti, ma non possono tornare indietro. Durante una passeggiata possono attaccarsi al pelo del cane e insinuarsi nelle cavità nasali, negli occhi, negli spazi interdigitali, lungo il canale auricolare o penetrare a qualsiasi livello della cute e proseguire creando un tragitto artificiale nel sottocute o nelle mucose, che comporta l’istaurarsi di un processo infiammatorio e infettivo, il quale può esitare nella formazione di pus e quindi in tragitti fistolosi e/o di raccolte ascessuali più o meno evidenti a seconda della zona in cui si localizzano.

Più comunemente i forasacchi penetrano nelle narici o nei condotti auricolari, provocando, nell’immediato, fastidio e segni clinici piuttosto comuni, come lo starnuto incessante e violento con perdita di sangue dalla narice interessata dal corpo estraneo, rotazione della testa in un lato o nell’altro a seconda di dove è penetrato il forasacco, scuotimento ossessivo della testa, grattamento incessante dell’orecchio o della narice coinvolta. I segni clinici solitamente insorgono improvvisamente dopo una passeggiata all’aperto con il nostro cane e fanno subito insospettire il proprietario, tuttavia l’attenuazione della sintomatologia, che si può verificare passato il periodo critico, può farci credere che il problema si sia risolto, ma in realtà bisogna conservare uno stato di allerta e monitorare l’animale o meglio recarsi prontamente dal veterinario per verificarne l’effettiva presenza e scongiurare il rischio che penetri più in profondità o che dia luogo a infezione.

 Solitamente, data l’attitudine dei nostri cani a girovagare con il muso rivolto a terra annusando il territorio, i forasacchi penetrano nelle narici e si “incastrano” nei turbinati nasali; da lì la loro rimozione, se repentina, è piuttosto agevole ma può comportare la sedazione del paziente poiché la procedura di rimozione può essere molto fastidiosa per il cane e la fuoriuscita di sangue, che può coinvolgere la narice, può ostacolarne la visualizzazione; alle volte, dopo la rimozione della spiga o parti di essa, può comunque perdurare lo starnuto come conseguenza dell’irritazione della mucosa nasale data dal passaggio del corpo estraneo.

Nel caso in cui penetrino nel canale auricolare, oltre al fastidio e allo scuotimento della testa, possono instaurarsi otiti con eventuale danneggiamento della membrana timpanica e quindi tempi di risoluzione più lunghi. Questo capita soprattutto nelle razze con orecchie pendule e folte di pelo, come i Cocker ad esempio. Tuttavia, anche in questo caso, la rimozione dovrà essere eseguita in clinica con l’aiuto di un otoscopio, che ci permetterà la visualizzazione della spiga, e di una pinza lunga, che ci permetterà di arrivare fino in fondo al canale e di rimuovere il forasacco.

Se il forasacco penetra negli spazi interdigitali o nel sottocute, può non dare subito una sintomatologia manifesta ma, con il passare dei giorni, può esitare nella formazione di raccolte infiammatorie e fistole dalle quali può gemere pus. Il proprietario potrà notare semplicemente zoppia, dolore alla manipolazione della zampa o leccamento dell’area interessata; gonfiore, rossore e bollore del sito infiammatorio possono invece passare inosservati, soprattutto se rivestito da molto pelo. Per queste localizzazioni può essere d’aiuto un esame ecografico per evidenziarne la localizzazione e facilitarne la rimozione chirurgica.

Senza dubbio i forasacchi possono conficcarsi anche nel cavo orale e lungo la prosecuzione di questo, progredendo lungo il tratto gastroenterico, con possibilità di fistolizzare a qualsiasi livello, o magari, nei casi fortuiti, possono venire inglobati dal materiale fecale ed essere espulsi con le feci.

La localizzazione in assoluto più pericolosa e insidiosa è quella a livello dei bronchi o dei polmoni. Questo può capitare soprattutto nei cani da caccia che corrono veloci respirando con la bocca aperta. Durante l’atto inspiratorio possono “aspirare” il forasacco lungo la trachea e i bronchi, che compongono l’albero bronchiale con molteplici diramazioni via via più strette di diametro. Il corpo estraneo a quel livello può comportare segni clinici piuttosto aspecifici come la tosse, a volte accompagnata da secrezioni catarrali. Nel caso in cui restasse confinato nei bronchi, sarà necessario intervenire rimuovendo il corpo estraneo tramite una sonda endoscopica flessibile che, arrivando fino alla diramazione dei bronchi, permette al medico veterinario di afferrare ed estrarre la spiga. L’intera procedura si svolge in anestesia generale.

Una complicanza comune a questo livello può essere la migrazione della spiga lungo l’albero bronchiale e la sua penetrazione a livello del polmone con perforazione delle pleure. Di lì la spiga può arrivare a ledere anche altri organi e tessuti se non prontamente rinvenuta e rimossa. In questi casi la risoluzione prevede, oltre all’anestesia, un vero e proprio intervento chirurgico con rischi importanti per la salute del cane e con tempi di ripresa più lunghi.

 

COME PREVENIRE QUESTE COMPLICANZE? ECCO ALCUNE SEMPLICI ACCORGIMENTI DA SEGUIRE

 -Accorciare il pelo dove possibile soprattutto negli spazi interdigitali, dietro l’ano e la coda, nel condotto uditivo, vicino agli occhi.

-Spazzolare accuratamente il nostro cane dopo ogni passeggiata, prestando attenzione alle aree già citate sopra.

-Se possibile munirsi di un’apposita museruola con griglia retata davanti il naso e la bocca così da permettere al nostro amico cane di respirare ma di non inalare le spighe.

- Munirsi, soprattutto per le razze con orecchie pendule e pelose, di bandane di cotone elastiche atte a proteggere le orecchie da sporcizia ma anche efficacemente dalle spighe durante questa stagione.

-Prestare attenzione ai primi sintomi dopo il rientro da una passeggiata come: starnuti incessanti con o senza fuoriuscita si sangue da una narice, scuotimento violento della testa, prurito al naso, orecchie o occhi, palpebre gonfie e chiuse con scolo anche di materiale muco purulento, dolore o lambimento degli spazi interdigitali, tosse ricorrente e cosi via.

 

Il nostro invito è ovviamente quello di godere a pieno delle passeggiate all’aperto con i vostri amici cani, essendo consapevoli del pericolo ma avendo ora le giuste nozioni per prevenirlo ed eventualmente per agire tempestivamente insieme al vostro veterinario. Buona estate!

 

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