
Cane con otite: sintomi, cause e quando rivolgersi al veterinario
30/07/2026La displasia dell’anca è una delle patologie ortopediche più comuni nei cani, soprattutto nelle razze di taglia media e grande. Si tratta di una malformazione dell’articolazione dell’anca che può compromettere la mobilità dell’animale e causare dolore, difficoltà nei movimenti e, nei casi più avanzati, artrosi. Riconoscere i primi segnali e intervenire tempestivamente è fondamentale per migliorare la qualità di vita del cane e rallentare la progressione della malattia. In questo articolo vedremo quali sono i sintomi più comuni, come viene diagnosticata la displasia e quali sono le principali opzioni terapeutiche.
Come riconoscere la displasia dell’anca nel cane
I sintomi della displasia possono comparire già nei cuccioli oppure manifestarsi in età adulta, quando il danno articolare e l’artrosi secondaria diventano più evidenti. Nelle fasi iniziali i segnali possono essere lievi e facilmente confusi con una semplice stanchezza o con una momentanea zoppia, motivo per cui è importante osservare attentamente eventuali cambiamenti nel modo di muoversi del cane.
Nel caso della displasia dell’anca, i sintomi più frequenti includono zoppia degli arti posteriori, rigidità dopo il riposo, difficoltà ad alzarsi, riluttanza a correre, saltare o salire le scale e una ridotta propensione al gioco o all’attività fisica. Alcuni cani assumono una caratteristica andatura “a coniglio”, muovendo contemporaneamente gli arti posteriori durante la corsa, oppure oscillano con il bacino mentre camminano. Con il passare del tempo, il dolore può portare a una riduzione della massa muscolare degli arti posteriori e a un progressivo peggioramento della mobilità.
La displasia del gomito, invece, interessa gli arti anteriori e si manifesta spesso con una zoppia che può comparire dopo l’esercizio fisico o diventare costante con il progredire della malattia. Il cane può evitare di appoggiare completamente la zampa, mostrare dolore durante la flessione o l’estensione del gomito e avere difficoltà a correre o giocare come di consueto. Anche in questo caso, l’infiammazione cronica dell’articolazione può favorire lo sviluppo di artrosi, aggravando progressivamente i sintomi.
Quali sono le cause e quali cani sono più a rischio?
La displasia dell’anca e del gomito è una patologia a origine multifattoriale, il che significa che il suo sviluppo dipende dall’interazione di diversi fattori genetici e ambientali. La predisposizione ereditaria rappresenta la causa principale: un cane nato da genitori affetti da displasia ha infatti una probabilità maggiore di sviluppare la malattia. Per questo motivo è fondamentale che i riproduttori vengano sottoposti a controlli radiografici ufficiali prima della riproduzione, contribuendo a ridurre la diffusione della patologia.
Oltre alla componente genetica, esistono numerosi fattori che possono influenzare lo sviluppo o aggravare la displasia durante la crescita. Un aumento di peso troppo rapido nei primi mesi di vita, un’alimentazione eccessivamente calorica o non bilanciata, il sovrappeso e un’attività fisica non adeguata all’età del cucciolo possono sottoporre le articolazioni a uno stress eccessivo. Anche esercizi ad alto impatto, come salti ripetuti, corse su superfici dure o attività sportive intense praticate precocemente, possono contribuire a peggiorare una predisposizione già esistente.
Sebbene qualsiasi cane possa sviluppare questa patologia, alcune razze presentano un rischio significativamente maggiore. Tra queste troviamo Labrador Retriever, Golden Retriever, Pastore Tedesco, Rottweiler, Bovaro del Bernese, Cane Corso, Terranova, San Bernardo e altre razze di taglia media e grande. Tuttavia, anche cani meticci o di taglia più piccola possono esserne colpiti, seppur con una frequenza inferiore
Diagnosi e trattamento: perché la prevenzione è fondamentale
La diagnosi di displasia si basa sulla visita ortopedica e su specifici esami radiografici, che consentono di valutare il grado della malformazione articolare. In base all’età del cane e alla gravità della patologia, il veterinario potrà consigliare un trattamento conservativo, con controllo del peso, fisioterapia, esercizio fisico mirato e terapia del dolore, oppure un intervento chirurgico nei casi più gravi. La prevenzione riveste un ruolo fondamentale: scegliere allevatori che effettuano controlli sui riproduttori, mantenere il cane in forma e programmare visite ortopediche precoci permette di individuare eventuali problemi prima che compromettano la qualità di vita dell’animale.




