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04/03/2026Leishmaniosi nel cane: agire oggi per proteggerlo domani
La Leishmaniosi è una malattia parassitaria causata da protozoi del genere Leishmania. La trasmette il pappatacio, un insetto attivo prevalentemente dalla primavera all’autunno. Una caratteristica importante è che la malattia può rimanere asintomatica per un lungo periodo. Infatti, il periodo di incubazione può arrivare anche a 6-7 anni prima che la malattia si manifesti clinicamente. Per questo febbraio e marzo sono mesi strategici. In questo periodo puoi programmare controlli e impostare la prevenzione. È possibile eseguire un test sierologico che mira ad individuare la presenza del parassita nel cane: a test negativo, si può procedere con il vaccino (puoi prenotare un appuntamento presso la nostra clinica cliccando qui).
Quando preoccuparsi? I campanelli d’allarme da conoscere
Questa malattia può presentarsi in modo molto variabile. I sintomi più comuni comprendono manifestazioni cutanee come dermatite ed esfoliazioni, perdita di pelo e alopecia, ulcere nelle zone perioculari, sul naso, nella mucosa orale e sulle orecchie. Accanto ai segni cutanei, sono frequenti sintomi sistemici come sonnolenza, affaticamento, perdita di peso e di appetito, vomito, diarrea, epistassi e dolori diffusi. È importante sapere che non esiste una terapia in grado di eliminare completamente il parassita dall’organismo. Esistono protocolli terapeutici efficaci che consentono di controllare la malattia e garantire al cane una buona qualità di vita nel tempo. Questo purché vengano eseguiti monitoraggi periodici e controlli veterinari regolari.
Leishmaniosi: curiosità, periodo di massima attività e consigli alimentari
Tutti i cani possono contrarre la Leishmaniosi, ma risultano più esposti quelli che vivono molto tempo all’aperto e i soggetti adulti: in particolare tra i due e i cinque anni, anche se la malattia può comparire a qualsiasi età. La risposta immunitaria individuale gioca un ruolo determinante: alcuni cani infetti non sviluppano mai sintomi evidenti. Anche l’alimentazione ha un’importanza significativa, soprattutto nei soggetti con coinvolgimento renale: in questi casi può essere indicata una dieta di alta qualità con proteine altamente digeribili e un contenuto controllato di fosforo, eventualmente associata a un’alimentazione specifica per il supporto della funzione renale. La prevenzione resta comunque l’arma più efficace. Si basa sull’uso regolare di repellenti specifici, su controlli sierologici periodici e sulla possibilità di vaccinazione secondo il parere del medico veterinario.




