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20/02/2026Cos’è l’epilessia?
L’epilessia è una patologia neurologica relativamente comune nei nostri animali domestici ed è causata da alterazioni nella formazione dell’eccitazione e nella trasmissione degli impulsi nervosi in parti del cervello.
Nelle fasi di un attacco epilettico si possono verificare i seguenti sintomi:
- cadute improvvise
- spasmi tonici (muscoli tesi) e clonici (muscoli che si contraggono e rilassano a scatti)
- minzione o defecazione involontarie
- movimenti di masticazione
- allucinazioni
- salivazione eccessiva
- cambiamenti caratteriali
Le crisi epilettiche non sono tutte uguali: possono differire per durata e intensità. Alcune durano pochi secondi, mentre altre possono prolungarsi fino a 5 minuti. Possono presentarsi come episodi isolati o manifestarsi in sequenza, con due o più crisi consecutive.
Distinguiamo due diverse tipologie di epilessia:
- epilessia idiopatica: la più comune, crisi epilettiche senza una causa evidente; spesso legata a fattori genetici o a un funzionamento anomalo del cervello
- epilessia sintomatica: crisi epilettiche causate da una malattia o da un danno cerebrale noto, come traumi, tumori o infezioni
Epilessia nel cane e nel gatto
Nel cane
Nel cane l’epilessia è una patologia relativamente frequente, soprattutto nella forma “idiopatica”, cioè senza una causa identificabile. Compare più spesso tra i 6 mesi e i 6 anni di età e, in alcune razze, può avere una componente genetica.
Le crisi nel cane sono spesso generalizzate: l’animale può perdere conoscenza, avere movimenti involontari di tutto il corpo, irrigidirsi, salivare o urinare involontariamente. Nonostante la scena possa spaventare molto il proprietario, nella maggior parte dei casi il cane tra una crisi e l’altra conduce una vita normale.
Nel gatto
Nel gatto l’epilessia è meno comune rispetto al cane. Quando si verificano crisi epilettiche, è più frequente che ci sia una causa specifica alla base, come un’infiammazione, un problema metabolico o una lesione cerebrale.
Le crisi nei gatti sono spesso focali, cioè interessano solo una parte del corpo: possono comparire movimenti ripetitivi del muso, scatti improvvisi, salivazione o comportamenti insoliti che a volte vengono confusi con reazioni comportamentali. Proprio per questo, nel gatto è fondamentale approfondire con esami mirati per individuare la causa.
Oggi, grazie all’uso dell’elettroencefalogramma (EEG) anche nella normale pratica veterinaria, possiamo fare diagnosi molto più accurate. Questo esame ci aiuta a capire se si tratta davvero di una crisi epilettica oppure di un altro problema neurologico o comportamentale che può avere sintomi simili.
Consigli pratici per i proprietari
Alimentazione equilibrata
Mantenere un’alimentazione equilibrata è fondamentale per aiutare il tuo cane a restare in forma, soprattutto se ha problemi di salute come l’epilessia. Se il tuo cane ha avuto crisi epilettiche, una dieta ricca di proteine (carne, uova e frattaglie) può risultare utile, riducendo invece i carboidrati come patate, riso e pasta.
È inoltre consigliabile integrare la dieta con fibre, grassi sani, omega-3 e vitamine come E e C, per supportare il benessere generale e il corretto funzionamento del sistema nervoso.
Cosa fare durante una crisi?
La prima regola è cercare di mantenere la calma. Anche se i movimenti possono sembrare violenti, l’animale non è cosciente e non sta soffrendo nel modo in cui immaginiamo.
È importante:
- non mettere le mani in bocca (non può ingoiare la lingua, ma potrebbe mordere involontariamente)
- allontanare oggetti contro cui potrebbe urtare
- ridurre luci e rumori per rendere l’ambiente più tranquillo
Un dettaglio fondamentale è controllare la durata dell’episodio. Se supera i 2-3 minuti, se le crisi si ripetono a breve distanza o se l’animale non riprende conoscenza, è necessario contattare immediatamente il veterinario.
Dopo la crisi: cosa aspettarsi
Terminata la crisi, il cane o il gatto può apparire confuso, disorientato, agitato o temporaneamente cieco. Questa fase è normale e può durare da pochi minuti a qualche ora.
In questo momento è bene:
- parlare con voce calma
- evitare stimoli eccessivi
- lasciare che si riprenda gradualmente senza forzarlo a mangiare o bere
Se possibile, registrare un video dell’episodio può essere di grande aiuto per il veterinario nella valutazione clinica.




