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Endocardiosi nel cane

lesioni cutanee nel cane e nel gatto
Lesioni cutanee nel cane e nel gatto
11/2022
endocardiosi nel cane

Cos’è l’endocardiosi?

L’endocardiosi è un processo degenerativo cronico a carico di una o più valvole del cuore. Tra le malattie cardiache, è la più frequente nel cane. I cani che ne vengono colpiti sono, in particolar modo, cani di piccola taglia in età media o avanzata. Le razze predisponenti sono Cavalier King Charles Spaniel, Yorkshire Terrier, Barbone ed altre.

In cosa consiste l’endocardiosi nel cane?

I lembi valvolari si deformano progressivamente fino a portare a un difetto di chiusura da parte della valvola colpita; questo determina un’alterazione della normale distribuzione di sangue nelle diverse camere cardiache. Spesso, inizialmente l’alterazione non dà sintomatologia: è solo con il passare del tempo e il progredire della malattia che il cane comincia ad avere i primi sintomi.

Quali possono essere i sintomi?

Sicuramente, il cane si mostra spesso debole, affaticato, ha una tosse secca e, alcune volte, presenta gonfiore addominale. Per confermare l’insorgenza della malattia sono necessari esami radiografici del torace e un’ecocardiografia. Spesso è proprio il veterinario ad accorgersi del problema durante i controlli di routine o in visita programmata per l’insorgenza dei primi sintomi, rilevando un soffio cardiaco. Gli esami radiografici del torace e l’ecocardiografia sono associati all’ascoltazione, perché l’intensità del soffio non sempre è proporzionale alla gravità.

La terapia

Nei casi meno gravi si mira a stabilizzare l’emodinamica e a rallentare l’aggravamento, utilizzando inibitori e diuretici a basse dosi. In base alla gravità della situazione, le terapie vengono modulate per gestire il progredire della malattia. È sempre molto importante eseguire controlli cardiologici ogni 6-12 mesi. Lo scopo è quello di non arrivare mai ad una situazione di scompenso grave, tenendo la malattia sotto controllo.