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La Riproduzione nel cane e nel gatto

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Riproduzione cani e gatti

Riproduzione cani e gatti a cura della dottoressa Elisabetta de Palma

Parliamo oggi di riproduzione del cane e del gatto con termini semplici per avere gli strumenti necessari e le informazioni di base per la corretta gestione di un argomento impegnativo che, spesso, interessa i proprietari di pets.

1. La Pubertà e L’Accoppiamento

La riproduzione del cane e del gatto prevede che entrino in gioco fattori ormonali (testosterone, estrogeni ecc…) e fattori legati al sistema nervoso, quest’ultimo infatti capta gli stimoli ambientali e li elabora stimolando a sua volta una risposta endocrina del soggetto.

Nel maschio del cane la pubertà sessuale è raggiungibile intorno ai 9 mesi, età comunque variabile da soggetto a soggetto e da razza a razza. Nel maschio del gatto è possibile il raggiungimento della pubertà dai 6 mesi in poi ma anche in questo caso la variabilità è legata alla razza: nei gatti persiani il raggiungimento della maturità sessuale è tardivo e, in generale, nei soggetti a pelo lungo rispetto a quelli a pelo corto; inoltre, nel gatto europeo, la maturità sessuale si raggiunge spesso prima rispetto ai soggetti di razza.

La femmina del cane può raggiungere la maturità sessuale intorno all’anno di età anche in questo caso la razza e la taglia incideranno considerevolmente. Nella cagna sarà presente il cosiddetto calore che si verificherà poi per tutta la vita del cane solitamente 2 volte l’anno. La cagna, infatti, si definisce una specie mono estrale stagionale presentando cioè 1 ciclo per stagione riproduttiva, mediamente ogni 6 mesi. La cosa importante da ricordare è che nel cane l’ovulazione è spontanea e indipendente dal coito.

Nella gatta invece l’età riproduttiva può iniziare dai 5 mesi ai 9 mesi e, in alcune razze precoci anche prima dei 5 mesi. In linea generale le cose che possono influenzare il calore nella femmina sia del gatto che del cane sono legate, oltre all’età, alla razza, al fotoperiodo dell’anno, alla condizione fisica e fabbisogno nutrizionale del soggetto.  In ultimo è importante sapere che la gatta è definita poli estrale stagionale manifestando cioè comportamento estrale in media ogni 2 settimane nella stagione riproduttiva. Quest’ultima solitamente va da febbraio a settembre. Inoltre nel gatto l’ovulazione è sempre indotta dal coito cioè al momento dell’accoppiamento e della deposizione del seme, la gatta ovula. Per questa ragione, rispetto alla cagna, la gatta è molto prolifera e può andare incontro a più gravidanze nell’arco di 1 anno.

La manifestazione del cosiddetto calore nella cagna prevede alcune fasi che sono piuttosto riconoscibili agli occhi del proprietario. I genitali esterni ovvero la vulva inizierà ad essere più evidente assumendo un aspetto turgido, edematoso risultando così più grande fino alla presenza di perdite vulvari ematiche più o meno abbondanti. In questo momento la cagna attira i maschi ma non è ancora pronta all’accoppiamento; quest’ultimo si verifica in seguito quando la vulva ha raggiunto dimensioni considerevoli ma è più morbida e le perdite diventano via via meno emorragiche e progressivamente di un colore più chiaro. L’atteggiamento della cagna è positivo verso i maschi si immobilizza e sposta la coda esponendo i genitali. E’ questa la fase estrale che ha una durata variabile da pochi giorni fino a 3 settimane. All’inizio del calore si possono eseguire strisci vaginali a giorni alterni per monitorare le cellule fino a osservare quelle tipiche della fase estrale. A questo punto è molto utile eseguire prelievi ematici a giorni alterni per monitoraggio del progesterone per poter individuare l’esatto momento di accoppiamento che solitamente sarà programmato 48 h dopo l’ovulazione. Si ritiene che valori di progesterone compresi fra 5 e 8 ng/ml siano compatibili con l’ovulazione.

Nella gatta non sono presenti perdite vulvari né un visibile ingrossamento dei genitali esterni ma l’atteggiamento è chiaramente comprensibile, infatti la gatta inizia ad essere più irrequieta, strofina il muso e il corpo contro gli oggetti o persone, soprattutto di sesso maschile. Spesso rotola a terra, si immobilizza sul terreno inarcando la schiena ed esponendo i genitali spostando la coda. Tuttavia in questa fase di comportamenti così esacerbati non è detto che la gatta sia pronta ad accettare il maschio perché potremmo non essere ancora in piena fase estrale. L’estro si presenta quando la gatta miagola e richiama il maschio con insistenza, i genitali sono turgidi sebbene non come nella cagna ma la gatta si fa meno aggressiva ed è disposta ad accettare il maschio. La peculiarità della gatta è l’ovulazione indotta dal coito che la rende, come già ho detto, una specie prolifera con scarse problematiche legate alla fecondità. La fase di recettività sessuale può durare una settimana alternandosi poi a periodi di riposo per poi riprendere il calore nella stagione riproduttiva. Nella gatta il monitoraggio del progesteorone non è utile.

2. La Gravidanza

Se la nostra cagna o la nostra gatta si sono accoppiate correttamente andranno incontro a gravidanza a meno che non vi siano problemi legati alla fertilità che non tratto però in questo articolo.

La gravidanza della cagna ha durata variabile dai 56 ai 72 giorni dall’accoppiamento. Nel primo mese non sono visibili particolari segni legati alla gravidanza e sarà possibile fare diagnosi per mezzo di una valutazione ecografica a partire dal ventunesimo o ventiduesimo giorno dall’avvenuta fecondazione. Saranno osservabili le camere gestazionali contenenti gli embrioni e sarà possibile contarne il numero per una stima approssimativa. Confermata la gravidanza è impostante l’assunzione di integratori a base di acido folico e alimentazione specifica per la madre e i cuccioli che potrà essere indicata dal vostro veterinario di fiducia. Si potranno eseguire poi almeno altri 2 controlli ecografici nel corso della gestazione per valutarne l’andamento monitorando che tutto proceda per il meglio e, dai 45 giorni in poi, anche una radiografia addominale è consentita per la conta esatta dei feti. Raggiunti infatti i 45 giorni i cuccioli sono formati completamente e visibili radiograficamente. Per aiutarci a capire se la nostra cagna è prossima al parto perché magari è primipara e ha raggiunto il termine gestazionale senza mostrare segni di travaglio, sarà utile monitorare per mezzo di ecografo la frequenza cardiaca dei feti solitamente doppia rispetto a quella materna.  Se il monitoraggio ecografico evidenzia una frequenza inferiore o uguale a 170 battiti per minuto e la cagna è al termine di gestazione è considerato rischioso non intervenire con cesareo. Anche in questo caso può aiutare il prelievo ematico per progesterone il cui valore dovrà scendere almeno a 2 ng/ml per procedere ad eventuale parto cesareo.

Anche per la gatta la durata della gestazione è variabile dai 65 ai 67 giorni. Come per la cagna è importante eseguire la diagnosi di gravidanza per mezzo di esame ecografico per aiutare poi mamma gatta con integratori vitaminici ed alimentazione bilanciata per la gestazione. Anche nella gatta è possibile eseguire un controllo radiografico superati i 45 giorni per la conta esatta dei feti. Conoscere il numero dei piccoli aiuta il proprietario al momento del parto: sarà infatti preparato nel sapere quando il parto può considerarsi terminato ovvero all’espulsione di tutti i piccoli.

 

Immagine radiografica addominale di gatta a 50 giorni di gestazione, si osservano 3 feti, a cura della dottoressa de Palma.

 

3. Il Parto

Concludo accennando brevemente al momento del parto, il più delicato soprattutto per le mamme primipare. I segni più ovvi da prendere in considerazione sono: l’irrequietezza, il rifiuto del cibo, il preparare un nido scavando, questo soprattutto nel cane, il calo della temperatura corporea. Quest’ultima è misurabile per via rettale con termometro rapido. La temperatura normale dei nostri pets si aggira fra i 38-39 gradi ma nel momento che precede il parto scende di 1 grado. Sia nella gatta che nella cagna l’espulsione dei cuccioli è piuttosto rapida in un parto senza complicazioni, diciamo che tra un piccolo e l’altro possono passare 30/40 minuti. I cuccioli saranno espulsi con la placenta che sarà la madre a rompere delicatamente talvolta mangiandola. In caso di difficoltà dovrà essere il proprietario a farlo per consentire ai cuccioli di respirare autonomamente. Non appena i cuccioli sono liberati dalla placenta e puliti è immediato l’istinto di cercare le mammelle e assumere il primo latte o colostro.

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