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Processionaria, tutto quello che c’è da sapere

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03/2021

Torniamo a parlare della processionaria, un animaletto insidioso per i nostri pet, che proprio in questo periodo è facile incontrare nei parchi e nei giardini

Identikit della processionaria

La processionaria adulta è una falena con ali di circa 3-4 cm di larghezza di colore grigio e striature marroni, le cui larve si sviluppano su piante Conifere, pini in particolare ma non solo: querce, larici, cedri, castagni, faggi e betulle giovani sono altre piante che può infestare. La vita di questo lepidottero è breve, uno/due giorni; le femmine si arrampicano sulle piante ad alto fusto dove vengono fecondate dal maschio per poi volare sulla pianta adatta alla deposizione delle uova. Questo insetto è attivo nei mesi invernali, mentre trascorre i mesi più caldi interrato nel bozzolo.

Ogni femmina può produrre fino a 300 uova fissate ad un ago del pino ospitante; da queste, dopo circa 4 settimane, nascono le larve. Quest’ultime svernano sulle piante costruendosi dei nidi piriformi biancastri che sembrano fatti di seta, posti alle estremità più alte e laterali dei pini in particolar modo.

In primavera, tra fine marzo e metà aprile, le larve si attivano e iniziano a mangiare voracemente le foglie della pianta ospitante, si muovono tipicamente in fila indiana proprio come durante una processione, da qui il nome, in cerca di nuovo nutrimento. Una volta trovato il luogo ideale si interrano a una profondità di circa 15 cm dal terreno, poi, raggiunta la maturità, avviene la metamorfosi e durante il mese di luglio/agosto l’insetto adulto esce dal bozzolo. Da qui il ciclo biologico ricomincia.

Il pericolo è rappresentato dai bruchi di processionaria, che sono ricoperti di peluria urticante.

C’è da dire che non tutti i bruchi con peli sono bruchi di processionaria quindi è importante saperli riconoscere.

Come distinguere i bruchi di processionaria

i bruchi di processionaria si trovano in cammino tra fine marzo e maggio, hanno la testa nera, il corpo è grigio scuro ricoperto da peli ramati che partono dai tubercoli dorsali, lateralmente hanno peli colore bianco grigiastri. Altra cosa importante da sapere è che non sono i peli visibili ad occhio nudo ad essere pericolosi per uomo e animali ma quelli espulsi dai tubercoli posti sul dorso delle larve quando quest’ultime si sentono minacciate. Questi peli sono microscopici e non si vedono.

Attenzione! Li si può trovare anche all’interno dei nidi che contengono gli scarti delle varie mute della larva per questo è bene prestare massima attenzione ai nidi che, con il vento e i temporali, possono cadere a terra e se smossi possono liberare questi microscopici peli urticanti. 

Perché la processionaria può essere così pericolosa per uomo e animali?

I microscopici peli rilasciati da questi piccoli bruchi sono pericolosi per animali e uomo, in quanto, essendo dotati di uncino aderiscono bene a cute e mucose, una volta adesi provocano il rilascio di istamina che causa reazioni allergiche importanti. A contatto con la cute queste setole si infiggono e innescano una reazione eritematosa e papulosa molto pruriginosa più o meno grave, se invece entrano in contatto con occhi o mucosa respiratoria tramite il naso o mucosa digestiva tramite la bocca possono provocare congiuntivite con rossore e bruciore degli occhi e intensa lacrimazione, possono provocare tosse e difficoltà respiratoria, difficoltà a deglutire e intensa salivazione, vomito fino allo shock anafilattico. La sintomatologia può variare in base al sito colpito alla quantità di setole con cui si viene in contatto e in base all’individuo, per questo in caso di esordio della sintomatologia è bene evitare il fai da te e andare o meglio farsi portare immediatamente in un ospedale in quanto solo il personale sanitario sa come poter rimuovere le setole e somministrare sostanze antistaminiche e cortisonici per contrastare gli effetti allergici. 

Quali sono gli effetti del contatto della processionaria con i nostri animali?

Durante queste gradevolissime giornate primaverili, i nostri animali che corrono felici mettendo il muso in ogni buco e angolo del terreno che trovano, possono entrare, in modo accidentale, a contatto con questi bruchi .Per i nostri cani i bruchi sono sconosciuti e come tali attirano la loro attenzione quindi è probabile che, se il nostro cane sciolto in pineta avvista questi strani esserini che si muovono, sarà preso dalla voglia di annusarli per conoscerli e ovviamente di contro i bruchi saranno spaventati e percependo il pericolo rilasceranno le setole urticanti proprio a contatto con naso e bocca del nostro amico cane.

Inoltre anche i nidi caduti sul terreno e contenenti residui della muta delle larve possono essere veicoli indiretti di queste setole che possono essere veicolate dagli agenti atmosferici anche su aree diffuse del terreno limitrofo.

La mucosa nasale e buccale del cane subirà immediatamente un processo infiammatorio che si manifesta con rossore, dolore e prurito, salivazione, starnuti, difficoltà a deglutire e a respirare. Dalla bocca uscirà molta saliva e la lingua e la gola del cane tenderanno a gonfiarsi in tempi brevi fino a compromettere la funzionalità respiratoria.  Anche gli occhi possono essere coinvolti dal processo co grave congiuntivite e scolo lacrimale. Il danno infiammatorio può essere talmente grave da comportare aree di necrosi delle mucose interessate e della lingua, caduta di porzioni di lingua e cecità permanente; altri sintomi più generici sono abbattimento, febbre, vomito o diarrea anche con sangue. 

Cosa fare una volta che il nostro animale presenta i sintomi del contatto con la processionaria? 

Lavare la parte interessata con abbondante acqua pulita senza sfregamento è l’unica cosa che si può fare nell’immediato, poi contattare immediatamente per via telefonica un medico veterinario vi sarà utile in quanto, mentre vi state recando con urgenza presso una struttura di pronto soccorso h24, il medico vi potrà fornire indicazioni terapeutiche e gestionali in attesa dell’intervento medico.

Le cure mediche dovranno avvenire tempestivamente con uso di sostanze antistaminiche, cortisoniche, fluidi mirati per via endovenosa, antibiotici e antifìdolorifici. La prognosi è riservata nelle ore successive e richiede sempre un ricovero in terapia intensiva per monitorare le funzioni vitali dell’animale, la maggior parte delle volte è necessario introdurre una sonda esofagostomica per l’alimentazione finché l’animale non riprende a mangiare in autonomia e nei casi più gravi può rendersi necessaria anche l’intubazione tracheale per permettere la ventilazione del paziente in caso di grave edema della gola. I tempi di ricovero variano da qualche giorno fino a una settimana tutto dipende dalla gravità della reazione che si innesca. 

Come prevenire il contatto con la processionaria?

Un consiglio utile è tenere il cane a guinzaglio quando nel periodo primaverile si passeggia in siti dove ci sono pini e anche altre specie arboree come cedri querce etc . Guardarsi intorno e vedere i nidi ci permetterà di fiutare il pericolo, tuttavia tenere il nostro cane libero senza il guinzaglio lo può sottoporre a svariati rischi che vanno oltre quello in questione (per esempio ingestione esche di cibo avvelenato, traumi da incidenti d’auto, ferite da morso con altri cani che magari non socializzano bene, etc).

Comprare un guinzaglio di circa tre metri di lunghezza invece ci permetterà di tenere sempre sotto controllo il nostro cane e al sicuro, inoltre avere una museruola oltre che essere obbligatorio in certi luoghi pubblici può servire per evitare che il cane mangi ciò che trova. Una precauzione in più è quella di munirsi sempre di un kit di primo soccorso, è molto utile e va costruito in base al vostro animale con il vostro medico veterinario. 

Chi deve intervenire in caso di infestazione di parchi pubblici o giardini privati?

Se i nidi delle processionarie sono avvistati nel periodo invernale-primaverile dai cittadini, in aree pubbliche o in terreni privati, deve essere avvisato il proprio Municipio. Infatti per le aree pubbliche ogni municipio predispone delle diverse strategie di lotta in base al grado di infestazione e al periodo dell’anno, inoltre per i privati è messo in atto un piano per il controllo a tutela della salute realizzato dal Servizio Fiotosanitario Regionale per la rimozione dei nidi fatta da esperti nel settore. Si sconsiglia vivamente di improvvisarsi autonomi e capaci in quanto senza dei dispositivi di protezione individuali si rischia la propria salute.

Mai dare fuoco ai nidi nell’intento di liberarsene in quanto le setole possono volatilizzarsi in aria e colpire cute e mucose dell’operatore. Segnalare agli organi di polizia municipale, carabinieri forestali e protezione civile è tutto quello che un cittadino può fare oltre che stare alla larga con il proprio animale de quelle aree.  

 

POLIVET POLICLINICO VETERINARIO

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