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Sindrome brachicefalica, ecco come può essere trattata

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Trattamento medico conservativo

Se la patologia non viene trattata chirurgicamente, è fondamentale cercare di evitare o almeno contenere i fattori predisponenti e aggravanti al fine di ridurre la difficoltà respiratoria. Pertanto, se il soggetto è obeso è indispensabile instaurare una drastica dieta ipocalorica. Se la difficoltà respiratoria è lieve, è necessario limitare l’attività fisica del soggetto, le situazioni di stress o di eccitazione che possono scatenare crisi respiratorie gravi. In assenza di una buona correzione chirurgica, la patologia se di grado modesto può essere tenuta sotto controllo ma risulta chiaro che il paziente non potrà mai condurre una vita normale. In caso di dispnea grave, si deve intraprendere tempestivamente il trattamento medico d’urgenza.

Trattamento medico d’urgenza

Il paziente può presentarsi con una grave dispnea ostruttiva; la regola d’oro è non nuocere quindi non eseguire alcuna procedura tale da peggiorare lo sforzo respiratorio prima della stabilizzazione del paziente. Il trattamento d’urgenza è basato sull’ossigenoterapia da attuarsi mediante diverse tecniche: flow by, collare elisabettiano, sondino nasale, maschera, gabbia ad ossigeno. Il metodo più semplice e poco stressante per un soggetto gravemente dispnoico, è generalmente il flow-by ossia applicare davanti alla bocca e al naso del paziente un flusso di ossigeno umidificato. Il secondo end-point del trattamento medico d’urgenza è cercare di ridurre lo sforzo respiratorio, mediante una blanda sedazione da ottenersi con la somministrazione di oppiacei come il  butorfanolo e/o basse dosi di acepromazina. Allo stesso scopo,  può essere utile, inoltre, la somministrazione di corticosteroidi a rapida azione a dosaggi antinfiammatori come il desametasone, al fine di ridurre l’edema laringeo secondario. Un paziente dispnoico può presentare anche ipertermia che , se non trattata,  può causare un colpo di calore; pertanto, si necessita anche di un monitoraggio frequente della temperatura rettale e, se occorre, abbassare gradualmente la temperatura corporea mediante spugnature fredde, ventilazione e fluidoterapia endovenosa con soluzioni cristalloidi raffreddate.  Se l’animale è fortemente dispnoico e cianotico, una rapida induzione dell’anestesia si renderà necessaria per l’ intubazione endotracheale ma, se tale procedura è impedita dall’edema o collasso laringeo, non si deve esitare a praticare una tracheostomia d’urgenza temporanea in attesa della correzione chirurgica.

 Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico è finalizzato ad attenuare i segni clinici della sindrome brachicefalica, correggendo le alterazioni anatomiche ad essa associate. La correzione chirurgica prevede:

• Plastica delle narici

• Resezione del palato molle

• Escissione dei sacculi laringei

• Tracheostomia d’urgenza e poi permanente (collasso laringeo)

• Piu recentemente sono state descritte tecniche per l’ablazione dei turbinati aberranti craniali e caudali al fine di ampliare le cavità nasali

• Per il collasso laringeo è prevista anche la lateralizzazione della cartilagine aritenoidea

L’anestesia di un paziente con BAOS, richiede grande attenzione in quanto tutti i farmaci sedativi e anestetici possono indurre un collasso delle prime vie respiratorie. L’anestesia causa anche un miorilassamento dei gruppi muscolari come il genioioideo, il genioglosso, lo sternoioideo che tali pazienti impiegano attivamente per favorire la respirazione. Risulta quindi indispensabile il monitoraggio della saturazione di ossigeno mediante la pulsossimetria, un’intubazione tempestiva con un tracheotubo di piccole dimensioni,  preossigenare il paziente e tenere sempre a disposizione un aspiratore. È altresì importante, tenere a portata di mano i farmaci anestetici per l’induzione qualora, a intervento terminato, si dovesse reintubare d’urgenza il paziente.

La fase di risveglio dall’anestesia è sicuramente fra i momenti più importanti e delicati e , pertanto, dovrà essere monitorata attentamente e scrupolosamente. A intervento terminato, è opportuno estendere il collo e la testa del paziente, aspirare eventuali secrezioni e lasciare il tracheotubo in sede il più a lungo possibile. Preparare sempre tutto il materiale necessario per eseguire un’eventuale tracheotomia e applicare un sondino naso-tracheale per l’ossigenoterapia.

La prognosi è fortemente correlata alla precocità della correzione chirurgica e quindi all’età del paziente. È consigliabile sottoporre l’animale all’intervento per correzione chirurgica il più precocemente possibile, al fine di evitare che, progressivamente, insorgano alterazioni secondarie difficilmente risolvibili che, chiaramente, creano un problema respiratorio più marcato. Fra i fattori prognostici, sono poi da tenere presenti anche la razza ed eventuali patologie concomitanti ed aggravanti.

 

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