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Avvelenamento nei gatti, i primi sintomi: come comportarsi?

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Sintomi dell’avvelenamento nei gatti

Sintomi dell’avvelenamento nei gatti

I medici veterinari di pronto soccorso spesso si trovano a trattare gatti vittime di avvelenamento. In questi casi il gatto ha ingerito, inalato o ha avuto un contatto cutaneo con una sostanza tossica e nociva per la sua salute.

I sintomi di avvelenamento sono molteplici. Alcune sostanze velenose hanno un effetto quasi istantaneo, mentre altre possono richiedere diversi giorni per rendere manifesti i primi sintomi.

Quali sono i sintomi più comuni di avvelenamento?

Sono diversi i sintomi che possono far pensare che sia in corso un’intossicazione, perciò, non appena si teme che il proprio gatto si sia intossicato, è necessario recarsi immediatamente presso una struttura veterinaria che offra il servizio di pronto soccorso. Infatti, prima il gatto viene trattato da personale medico specializzato, più la possibilità che si salvi aumenta.

I sintomi più comuni da avvelenamento sono:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Perdita di appetito
  • Eccessiva salivazione
  • Respirazione difficoltosa
  • Letargia o debolezza muscolare
  • Cianosi delle mucose o pallore
  • Emorragia
  • Ipertermia
  • Tremori e fascicolazioni muscolari
  • Crisi convulsive e segni neurologici
  • Perdita di coscienza

 

Se si ha il sospetto che il proprio gatto abbia ingerito qualcosa di tossico, non è il caso di farlo bere, nè di farlo vomitare. La prima regola è CHIAMARE UNA CLINICA CHE FACCIA PRONTO SOCCORSO H24 e riferire l’accaduto al MEDICO VETERINARIO. Si dovrà indurre il vomito solo ed esclusivamente se richiesto dal personale medico e se si sa con certezza cosa può aver provocato l’avvelenamento. La cosa più giusta è recarsi IMMEDIATAMENTE in clinica e portare con sé un campione della sostanza, l’etichetta del prodotto con cui il gatto è entrato in contatto o anche il vomito o le feci se dovesse emetterne spontaneamente. In queste occasioni il tempo con cui si interviene può davvero fare la differenza. Quindi la parola d’ordine è TEMPESTIVITA’.

Quali sono i veleni più comuni con cui il gatto può entrare in contatto?

Tra le cause più comuni di avvelenamento nei gatti ci sono numerosissime piante, come il giglio, l’oleandro, la cycas, il ficus, la dieffenbachia, il filodendro, la stella di Natale, le bacche di agrifoglio e molte altre.  Molto comuni in tutte le abitazioni e responsabili di grave tossicità nei gatti sono anche i detergenti per la disinfezione della casa, i diserbanti, gli insetticidi per mosche, formiche e scarafaggi, le piretrine e i piretroidi, usati comunemente come antiparassitari contro pulci e zecche nei cani, risultano invece essere altamente tossici e potenzialmente letali per i gatti; è infatti consigliabile leggere attentamente le istruzioni se si acquistano autonomamente queste sostanze o chiedere consiglio al proprio veterinario sul prodotto migliore da utilizzare nei gatti, fornendo indicazioni riguardo il peso del proprio animale ed inoltre evitare che il gatto entri in contatto per via cutanea o per lambimento con il prodotto usato sul cane). Anche i veleni per topi o per lumache sono altamente tossici e frequentemente letali per i gatti, così come il glicole etilenico, liquido trasparente inodore e incolore dalla consistenza sciropposa e dal gusto dolciastro, usato come antigelo per le automobili ma anche per prodotti per crioterapia e termoterapia e per la sintesi di resine. Diversi farmaci umani, come antidepressivi, antinfiammatori e paracetamolo possono essere responsabili di intossicazioni molto gravi nei gatti. Inoltre numerosi cibi risultano tossici come per esempio uva, frutta secca, aglio, cipolla (anche gli omogenizzati o patè di carne a base di cipolla) e cioccolato.

La diagnosi da avvelenamento

Come già ribadito, se si ha il sospetto che il gatto sia entrato in contatto con sostanze o piante tossiche, è doveroso portarlo immediatamente dal veterinario. In queste situazioni, il medico veterinario sarà in grado di fornire una diagnosi sulla base delle prove fornite, dei sintomi che il gatto presenta e dei risultati delle analisi su sangue e urine. In base alla sostanza tossica assunta potrebbero esserci più o meno gravi ripercussioni anche su organi e apparati, che potranno esitare in insufficienza epatica o renale, danni neurologici o miocardici la cui evoluzione va monitorata nel tempo introducendo terapie appropriate. In casi di tossici come il glicole etilenico, il giglio o per alcuni farmaci che causano insufficienza renale acuta sarà necessario ricorrere alla dialisi come terapia salvavita per espellere totalmente la sostanza tossica dell’organismo e ridurre la tossicità per gli organi. In questi casi la prognosi è riservata e molto spesso infausta soprattutto se non si interviene rapidamente.

I gatti possono riprendersi dall’avvelenamento?

I gatti sopravvivono all’avvelenamento se vengono trattati in modo tempestivo e appropriato. Se il veterinario è a conoscenza della sostanza tossica con cui il gatto si è intossicato, saprà gestire in maniera più mirata la situazione e trattare efficacemente i sintomi per mantenere stabili le condizioni e i parametri clinici del gatto finché la sostanza tossica non sarà completamente espulsa dal suo organismo. La prognosi varia in base alla sostanza tossica assunta, alla dose assunta, al tempo d’intervento e alle condizioni di salute del gatto prima dell’avvelenamento.

Esistono rimedi “casalinghi” per arginare i sintomi?

Internet è un enorme contenitore di suggerimenti “fai da te”, tuttavia il miglior consiglio che possiamo dare qualora aveste il sospetto che il vostro gatto presenti i sintomi dell’avvelenamento è quello di consultare immediatamente il medico veterinario ed attenersi strettamente alle sue indicazioni. Spesso, infatti, le notizie che si trovano in rete possono essere causa di danni più che apportare benefici concreti. Quindi non esitate a recarvi in clinica!

 

 

 

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